Rientrare a scuola dopo le vacanze estive è sempre un momento speciale, sia per noi docenti che per i ragazzi. C’è l’emozione della ripartenza, il piacere di rivedere volti conosciuti, ma anche la curiosità per le novità che ci aspettano.
Quest’anno torno a scuola carica: piena di idee, di voglia di sperimentare e soprattutto con l’intenzione di proporre attività di accoglienza per la scuola secondaria di primo grado che aiutino subito a creare un clima positivo.
Ho preparato tre proposte concrete – una per Italiano, una in chiave STEAM e una digitale – che hanno un filo rosso comune: dare voce agli studenti e trasformare la classe, fin dai primi giorni, in una comunità che condivide esperienze e obiettivi.
Perché proporre attività di accoglienza all’inizio dell’anno scolastico
Spesso sottovalutiamo i primi giorni di scuola, pensando che servano solo a sistemare registri e programmi. In realtà, l’accoglienza è una fase fondamentale: permette agli studenti di sentirsi subito parte del gruppo, di esprimere emozioni e paure legate al rientro, e di iniziare a costruire relazioni sane.
Per la scuola secondaria di primo grado, in particolare, questo è ancora più importante: i ragazzi vivono un periodo di cambiamenti personali, emotivi e relazionali. Attività di accoglienza ben strutturate possono fare la differenza per creare fiducia e motivazione.
L’attività della valigia dell’estate (o del futuro) è semplice ma molto potente, perché lavora sulla narrazione personale e sulla capacità di esprimersi.
Come funziona passo dopo passo
Preparazione: distribuisci fogli e cartoncini (o, se preferisci, avvia un laboratorio digitale con Canva). Ogni studente disegna una valigia.
Riempire la valigia: all’interno, i ragazzi devono inserire tre elementi:
un ricordo significativo dell’estate,
un’emozione che ancora portano con sé,
un proposito per il nuovo anno scolastico.
Condivisione: a turno, ciascuno presenta la propria valigia al gruppo. Si può anche raccogliere tutto in un grande cartellone a forma di treno, dove ogni valigia diventa un vagone.
Cosa si impara
Competenze linguistiche e narrative: i ragazzi imparano a raccontarsi con parole semplici ma efficaci.
Educazione emotiva: riconoscere e dare nome alle emozioni.
Ascolto reciproco: i compagni scoprono lati inediti gli uni degli altri, rafforzando il gruppo.
2. STEAM – Il ponte della collaborazione
Dopo aver raccontato sé stessi, è il momento di mettersi in gioco con le mani e la mente. Il ponte della collaborazione è un’attività STEAM che stimola creatività, pensiero logico e lavoro di squadra.
Come funziona passo dopo passo
Dividere la classe in gruppi da 3-4 studenti.
Distribuire i materiali: fogli A4, scotch, cannucce, spaghi o bastoncini.
Lanciare la sfida: costruire, in 15 minuti, un ponte che regga almeno una penna (o una gomma).
Test: provate insieme la stabilità dei ponti.
Cosa si impara
Problem solving e pensiero progettuale: i ragazzi ragionano su forme, stabilità e soluzioni alternative.
Collaborazione: non c’è un vincitore assoluto, conta il processo.
Resilienza: il ponte può crollare, ma ogni errore diventa occasione di apprendimento.
Link Video tutorial per ponte di Leonardo: clicca qui.
3. Arte digitale – L’autoritratto delle emozioni
I ragazzi vivono immersi nel digitale: perché non usarlo in modo creativo e riflessivo? L’autoritratto delle emozioni permette di unire arte e tecnologia, stimolando la consapevolezza emotiva e le competenze digitali.
Come funziona passo dopo passo
Scegliere l’app: puoi proporre Ibis Paint X, Sketchbook o Canva.
Creare l’autoritratto: ogni studente realizza un ritratto astratto che rappresenti il proprio stato d’animo con colori, forme, emoji o simboli. Non serve il realismo: conta l’espressività.
Raccolta: tutti i lavori vengono inviati all’insegnante tramite Classroom, Padlet o Drive.
Video finale: si uniscono i ritratti in un video con Canva o CapCut, con musica di sottofondo scelta dalla classe.
Cosa si impara
Competenze digitali e creative: uso consapevole di app grafiche.
Educazione emotiva: riconoscere e rappresentare emozioni in modo simbolico.
Identità di gruppo: il video finale diventa un mosaico che racconta la classe.
Collaborazione: non c’è un vincitore assoluto, conta il processo.
Resilienza: il ponte può crollare, ma ogni errore diventa occasione di apprendimento.
Perché partire con attività di accoglienza
Queste tre proposte mostrano chiaramente che l’accoglienza non è tempo perso: è un investimento educativo. Permettono di:
costruire un clima di fiducia,
valorizzare le emozioni,
stimolare la creatività,
avviare i ragazzi alla collaborazione e al pensiero critico.
Un rientro così non è solo l’inizio di un anno scolastico, ma l’avvio di un percorso condiviso in cui ogni studente si sente protagonista.
Conclusione e call to action
Come docenti sappiamo bene quanto i primi giorni possano fare la differenza. Le attività di accoglienza per la scuola secondaria di primo grado non sono un “extra”, ma la base per costruire relazioni positive e rendere più efficace l’apprendimento.
Se vuoi approfondire altre proposte e trovare materiali pronti da utilizzare in classe, continua a seguirmi su Teach in Touch: qui troverai sempre nuove idee per portare in aula creatività, collaborazione e un pizzico di innovazione digitale.



