“Meno tempo a compilare. Più tempo per insegnare.”
Questa è la frase che mi dicono sempre i miei colleghi…
Settembre ha un rumore tutto suo.
Non è soltanto quello della campanella che ricomincia a suonare.
È il rumore delle cartelle che si riempiono, dei file che si aprono, dei modelli da compilare, dei documenti condivisi e di quel cursore che continua a lampeggiare davanti a una pagina ancora bianca.
Verbale.
Relazione iniziale.
Relazione finale.
Scheda progetto PTOF.
E spesso il problema non è nemmeno sapere cosa scrivere.
Lo sappiamo.
Conosciamo la nostra classe, abbiamo partecipato alla riunione, abbiamo pensato il progetto, sappiamo quali strategie abbiamo utilizzato.
Il problema è trasformare tutto questo in un documento ordinato, formale, coerente e compatibile con il modello richiesto dalla scuola.
Ed è proprio qui che l’Intelligenza Artificiale può diventare interessante.
Non per sostituire il docente.
Non per prendere decisioni educative.
Non per inventare contenuti.
Ma per svolgere quella parte del lavoro che richiede spesso una quantità sproporzionata di tempo: organizzare, sintetizzare, riformulare e strutturare informazioni che il docente possiede già.
In questa guida vedremo come utilizzare ChatGPT per tre delle attività burocratiche più comuni nella scuola:
- redigere un verbale di riunione o dipartimento;
- preparare una relazione iniziale o finale;
- compilare una scheda progetto per il PTOF.
Ma lo faremo con una regola precisa:
Il contenuto professionale appartiene al docente.
L’AI può aiutarci a organizzarlo.
Prima di iniziare: la regola più importante
Prima ancora dei prompt c’è un passaggio che non possiamo saltare.
Anonimizzare i documenti.
Quando lavoriamo con materiale scolastico possiamo trovarci davanti a informazioni relative a studenti, famiglie e colleghi.
Per questo motivo non è una buona pratica copiare indiscriminatamente dentro un sistema di AI documenti contenenti dati personali o informazioni sensibili.
Prima di caricare un file, crea quindi una copia destinata al lavoro con l’AI e rimuovi tutto ciò che non è necessario.
Ad esempio:
Mario Rossi → STUDENTE A
Giulia Bianchi → STUDENTESSA B
Prof. Nome Cognome → DOCENTE 1
Evita, quando non indispensabili al compito, nomi e cognomi, indirizzi, numeri di telefono, email personali, codici fiscali, firme, fotografie identificative, dati sanitari, diagnosi, certificazioni, informazioni familiari e qualsiasi altro elemento che permetta di identificare direttamente una persona.
Una regola molto semplice può aiutarti:
Se ChatGPT non ha bisogno di sapere chi è quella persona per svolgere il lavoro, non deve sapere chi è.
Particolare attenzione va prestata a documenti come PEI, PDP, certificazioni e relazioni contenenti informazioni sanitarie o relative a situazioni personali degli studenti.
Per queste attività è inoltre necessario rispettare le indicazioni, gli strumenti autorizzati e le policy stabilite dal proprio istituto.
Il metodo Teach in Touch: FILE → DATI → PROMPT → CONTROLLO
Per tutti gli esempi che seguiranno utilizzeremo sempre la stessa procedura.
PASSO 1 — Recupera il modello originale
Se la tua scuola ti ha fornito un modello Word, PDF o altro documento da compilare, parti proprio da quello.
Non chiedere genericamente all’AI:
“Fammi una relazione.”
Se puoi darle la struttura realmente utilizzata dal tuo istituto, il risultato sarà molto più utile.
PASSO 2 — Crea una copia anonimizzata
Non lavorare direttamente sull’originale.
Duplica il documento e sostituisci eventuali informazioni personali con etichette neutre.
Per esempio:
[STUDENTE A]
[STUDENTE B]
[DOCENTE 1]
[CLASSE]
[ISTITUTO]
Potrai reinserire localmente i dati necessari soltanto dopo aver ottenuto e verificato la bozza, secondo le procedure della scuola.
PASSO 3 — Carica il modello
Se il sistema che stai utilizzando consente il caricamento dei file, allega il modello anonimizzato.
Potrai quindi scrivere:
“Utilizza esattamente la struttura del documento allegato.”
Questo piccolo passaggio può farti risparmiare molto più tempo di qualsiasi prompt chilometrico.
PASSO 4 — Fornisci i tuoi dati grezzi
Non preoccuparti troppo della forma.
Puoi inserire:
appunti;
parole chiave;
brevi frasi;
elenchi;
note prese durante una riunione;
osservazioni;
obiettivi;
attività svolte.
L’AI deve occuparsi della forma, non inventare la sostanza.
PASSO 5 — Dai un prompt preciso
Ora possiamo chiederle di trasformare il materiale in una prima bozza.
PASSO 6 — Controlla tutto
Questo è il passaggio che non va mai delegato.
Verifica:
date;
nomi;
numeri;
decisioni;
norme eventualmente citate;
obiettivi;
risultati;
ruoli;
scadenze;
valutazioni.
E soprattutto controlla che l’AI non abbia aggiunto informazioni non presenti nei tuoi dati.
PASSO 7 — Personalizza
Una buona bozza AI non dovrebbe necessariamente sembrare “scritta dall’AI”.
Rileggila.
Taglia ciò che non diresti.
Modifica espressioni troppo generiche.
Inserisci il lessico utilizzato normalmente nel tuo istituto.
La versione finale deve continuare ad avere la tua voce professionale.
1. Il Verbale Lampo
Immaginiamo di aver appena terminato un dipartimento.
Abbiamo appunti del tipo:
presenti quasi tutti
approvato progetto orientamento
Rossi segue organizzazione
uscita proposta novembre
verifica comune dicembre
prossima riunione 18 ottobre
Sono informazioni sufficienti per noi.
Ma non sono ancora un verbale.
Ed è qui che possiamo utilizzare l’AI.
PASSO 1 — Carica il modello della scuola
Se esiste un modello ufficiale di verbale, allegalo dopo aver eliminato eventuali informazioni personali non necessarie.
Se non esiste, puoi chiedere all’AI di utilizzare una struttura standard.
PASSO 2 — Incolla gli appunti
Non serve riscriverli.
Inserisci esattamente le annotazioni prese durante la riunione.
PASSO 3 — Usa questo prompt
Agisci come un assistente alla redazione di documentazione scolastica.
Devo predisporre il verbale di una riunione scolastica.
Se ho allegato un modello, mantienine struttura, ordine delle sezioni e denominazioni dei campi.
Questi sono i miei appunti:
[INCOLLA QUI GLI APPUNTI]
Trasformali in una bozza di verbale formale, chiara, sintetica e adatta al contesto scolastico.
Organizza le informazioni distinguendo, quando presenti:
- ordine del giorno;
- sintesi della discussione;
- decisioni assunte;
- eventuali votazioni;
- attività da svolgere;
- docenti o gruppi responsabili;
- scadenze;
- data del prossimo incontro.
Regola fondamentale: non inventare alcuna informazione.
Se un dato necessario non è presente nei miei appunti, scrivi [DA COMPLETARE].
Non trasformare ipotesi o proposte in decisioni approvate.
Mantieni separate le informazioni discusse dalle decisioni effettivamente assunte.
Al termine aggiungi una sezione intitolata “Dati da verificare prima della firma” indicando eventuali informazioni mancanti, ambigue o da controllare.
Quell’ultima frase è importantissima.
Non vogliamo soltanto un’AI che scriva.
Vogliamo un’AI che ci dica anche:
“Attenzione: qui mi manca un’informazione.”
2. La relazione iniziale o finale
Qui il problema è leggermente diverso.
Una relazione non è semplicemente un insieme di dati.
Richiede organizzazione, linguaggio pedagogico e capacità di collegare osservazioni, strategie e risultati.
Il rischio, utilizzando male l’AI, è ottenere frasi apparentemente perfette ma terribilmente generiche:
“La classe ha mostrato interesse e partecipazione alle attività proposte…”
La frase preferita dall’Intelligenza Artificiale e, probabilmente, da metà delle relazioni scolastiche d’Italia.
No.
La relazione deve partire dalle nostre osservazioni reali.
PASSO 1 — Prepara le informazioni
Prima di aprire ChatGPT puoi scrivere anche solo:
classe terza
23 alunni
partecipazione buona
difficoltà lavoro autonomo
migliorato clima classe
cooperative learning efficace
orientamento attività molto partecipate
recupero matematica ancora necessario
Hai già fornito moltissimo materiale.
PASSO 2 — Anonimizza
Se devi descrivere situazioni individuali utilizza riferimenti come:
STUDENTE A
STUDENTE B
e inserisci soltanto le informazioni realmente necessarie alla redazione.
PASSO 3 — Se esiste, carica il modello della relazione
L’AI potrà adattare il testo ai campi richiesti dalla scuola.
PASSO 4 — Utilizza il prompt
Agisci come un assistente alla redazione pedagogico-didattica per la scuola secondaria.
Devo preparare una [RELAZIONE INIZIALE / RELAZIONE FINALE] relativa a [CLASSE/GRUPPO/PROGETTO].
Se è presente un modello allegato, rispettane esattamente struttura e campi.
Utilizza esclusivamente queste informazioni:
[INSERISCI QUI OSSERVAZIONI E DATI]
Organizza la relazione, quando pertinenti, nelle seguenti aree:
situazione generale;
partecipazione e motivazione;
relazioni e clima del gruppo;
autonomia e metodo di lavoro;
punti di forza;
difficoltà osservate;
strategie didattiche adottate;
interventi di recupero o potenziamento;
inclusione;
progressi osservati;
obiettivi ancora da consolidare;
eventuali proposte per la fase successiva.
Utilizza un linguaggio professionale, pedagogico, concreto e privo di giudizi sulla persona.
Distingui sempre ciò che è stato osservato da eventuali interpretazioni.
Non formulare diagnosi e non aggiungere caratteristiche degli studenti che non siano state esplicitamente indicate.
Non inventare risultati, interventi o progressi.
Quando mancano informazioni necessarie utilizza [DA COMPLETARE].
Evita espressioni generiche o stereotipate quando non supportate dai dati.
Alla fine crea una breve sezione “Controllo del docente” con gli elementi che dovrei verificare prima di utilizzare la relazione.
Questa struttura ha un vantaggio enorme.
Costringe l’AI a lavorare sulle evidenze che le abbiamo fornito e non semplicemente a produrre una relazione “bella da leggere”.
3. La Scheda Progetto PTOF
E poi arriva lei.
Titolo.
Finalità.
Obiettivi.
Destinatari.
Metodologia.
Tempi.
Risorse.
Monitoraggio.
Valutazione.
Hai magari già il progetto perfettamente chiaro nella testa.
Ma devi trasformarlo nel linguaggio di una scheda progettuale.
Facciamo fare all’AI proprio quella parte.
PASSO 1 — Carica la scheda ufficiale
Per questo tipo di lavoro il caricamento del modello è particolarmente utile.
Ogni istituto può infatti utilizzare campi differenti.
Se hai il file Word o PDF della scheda progetto, crea una copia priva di informazioni personali non necessarie e allegala.
PASSO 2 — Racconta il progetto come lo racconteresti a un collega
Non devi utilizzare il burocratese.
Puoi scrivere:
voglio fare una sarabanda musicale durante l’accoglienza
classi prime
squadre
riconoscimento brani e sigle
obiettivo socializzazione
durata circa due ore
aula magna
docenti delle prime
piccolo momento finale di restituzione
Perfetto.
Ora lasciamo che l’AI traduca l’idea nella struttura progettuale.
PASSO 3 — Utilizza questo prompt
Agisci come un assistente alla progettazione didattica e alla redazione di progetti scolastici.
Devo compilare una scheda progetto destinata al PTOF.
Ho allegato, se disponibile, il modello utilizzato dalla mia scuola.
Mantieni esattamente i campi e l’ordine del modello.
Questa è la mia idea progettuale, descritta liberamente:
[DESCRIVI QUI IL PROGETTO]
Trasforma queste informazioni in una bozza formale e operativa.
Quando richiesto dal modello, individua:
titolo;
bisogno o motivazione;
destinatari;
finalità;
obiettivi;
competenze coinvolte;
attività previste;
metodologia;
fasi di realizzazione;
tempi;
spazi;
risorse umane;
materiali;
strategie inclusive;
prodotti finali;
modalità di monitoraggio;
criteri o indicatori di valutazione.
Formula gli obiettivi, dove possibile, in maniera osservabile e verificabile, senza modificarne il significato.
Non inventare costi, numero di ore, docenti coinvolti, finanziamenti, date, destinatari o risorse che non ti ho fornito.
Per qualsiasi informazione mancante utilizza [DA DEFINIRE].
Se individui una criticità progettuale o un obiettivo troppo generico, non correggerlo arbitrariamente: segnalalo nella sezione finale “Elementi da definire con il team”.
Utilizza un linguaggio professionale, concreto e adatto alla documentazione scolastica.
E questo è probabilmente uno dei casi nei quali l’AI può farci risparmiare più tempo.
Perché il progetto continuiamo ad averlo pensato noi.
Abbiamo soltanto evitato di trascorrere quaranta minuti cercando la maniera migliore per trasformare:
“Voglio far collaborare i ragazzi”
in:
“Promuovere dinamiche cooperative attraverso attività strutturate finalizzate alla partecipazione attiva…”
Che, diciamocelo, era esattamente quello che volevamo dire dall’inizio.
Non chiedere mai all’AI di “riempire i buchi”
Questa forse è la lezione più importante dell’intera guida.
Se mancano informazioni, devono continuare a mancare.
Non chiediamo:
“Completa tu le parti mancanti.”
Chiediamo:
“Segnalami cosa manca.”
È una differenza enorme.
Nel primo caso stiamo chiedendo al modello di produrre qualcosa di plausibile.
Nel secondo gli stiamo chiedendo di aiutarci a controllare il nostro lavoro.
E in un documento scolastico “plausibile” non significa necessariamente “vero”.
Un trucco in più: fai controllare il documento all’AI
Dopo aver completato la bozza puoi eseguire un secondo passaggio.
Non chiedere immediatamente di riscriverla.
Scrivi:
Ora non modificare il documento. Analizzalo come revisore. Individua esclusivamente: informazioni mancanti, contraddizioni, ripetizioni, frasi poco chiare, dati che sembrano non supportati dal materiale fornito e punti che richiedono una verifica umana. Non correggere nulla automaticamente. Restituiscimi una checklist di controllo.
Questo secondo utilizzo è, a mio avviso, persino più interessante del primo.
Perché l’AI smette di essere soltanto una macchina che genera testo e diventa un secondo paio di occhi.
Il documento continua però a essere nostro.
Prima di consegnare: ecco la checklist dei 60 secondi
Prima di copiare il testo nel documento definitivo, controlla sempre:
- che non siano state inventate informazioni;
- che date, orari, numeri e nomi siano corretti;
- che proposte e decisioni siano chiaramente distinte;
- che non siano presenti dati personali inseriti accidentalmente;
- che eventuali riferimenti a studenti siano formulati in maniera appropriata;
- che il linguaggio sia coerente con quello utilizzato dall’istituto;
- che il testo rispetti il modello ufficiale;
- che gli obiettivi descritti corrispondano realmente al progetto;
- che eventuali norme citate siano verificate;
- che il documento finale sia stato letto integralmente da una persona prima dell’utilizzo.
Sessanta secondi di controllo possono evitare moltissimi problemi.
L’Intelligenza Artificiale non deve insegnare al posto nostro
Forse il punto di questa guida non sono nemmeno i tre prompt.
È capire dove vogliamo mettere l’Intelligenza Artificiale nella nostra professione.
Io non voglio che scelga cosa penso di uno studente.
Non voglio che decida una valutazione.
Non voglio che inventi ciò che è successo in una riunione.
Non voglio che progetti automaticamente qualcosa soltanto perché “suona bene”.
Ma se io possiedo le informazioni, ho fatto le osservazioni, ho partecipato alla riunione e ho pensato il progetto, non vedo perché dovrei impiegare parte del mio pomeriggio soltanto per trasformare quelle informazioni nel formato burocratico richiesto.
Perché c’è una differenza enorme tra delegare il pensiero e automatizzare una parte della scrittura.
Ed è probabilmente proprio in quella differenza che possiamo trovare uno degli utilizzi più sensati dell’AI nella scuola.
Meno tempo a compilare. Più tempo per insegnare.
E magari, ogni tanto, anche qualche minuto in più per tornare semplicemente a casa.



