Come possiamo trasformare lo studio delle divinità greche in un’attività capace di coinvolgere gli studenti e, allo stesso tempo, farli lavorare su conoscenze, competenze digitali, creatività e orientamento?
Da questa domanda nasce “Se gli Dei avessero i social”, un laboratorio nel quale gli studenti non si limitano a studiare una divinità greca: devono comprenderne profondamente caratteristiche, simboli, valori e personalità per trasformarla in un vero e proprio profilo social coerente.
L’obiettivo non è semplicemente realizzare qualcosa di bello con Canva. La vera sfida è molto più interessante: usare ciò che si è imparato per compiere delle scelte e saperle motivare.
A chi è rivolto
L’attività è pensata principalmente per la scuola secondaria di primo grado e può essere proposta durante lo studio dell’Epica e della mitologia greca.
Può essere realizzata individualmente, ma consiglio il lavoro a piccoli gruppi, perché permette di aggiungere una componente importante di collaborazione, confronto e divisione dei compiti.
La durata può essere modulata in base alle esigenze della classe, ma per svolgere l’intero percorso in maniera completa sono consigliabili 4-6 ore, eventualmente distribuite in più lezioni.
FASE 1 – Conosciamo gli Dei
Prima di aprire Canva o utilizzare qualsiasi strumento di Intelligenza Artificiale, gli studenti devono conoscere bene il personaggio sul quale lavoreranno.
Si parte quindi dall’identikit delle divinità greche.
L’insegnante può selezionare, ad esempio, dieci divinità:
Zeus, Era, Atena, Afrodite, Artemide, Apollo, Ares, Poseidone, Ermes e Demetra.
Ogni gruppo riceve una divinità e deve ricostruirne l’identità attraverso una scheda.
L’identikit può comprendere:
nome greco e corrispondente nome romano;
ruolo e ambito di cui è divinità;
principali caratteristiche caratteriali;
qualità e difetti;
simboli e oggetti associati;
animali o elementi naturali collegati;
principali miti nei quali compare;
rapporti con le altre divinità;
valori che rappresenta;
eventuali episodi particolarmente significativi.
Questa fase è fondamentale perché tutto ciò che verrà prodotto successivamente dovrà essere coerente con le informazioni raccolte.
Non basta quindi sapere che Atena è la dea della sapienza: bisogna capire perché viene associata alla strategia, quali sono i suoi simboli, come si comporta nei miti e quali valori potrebbero caratterizzarla.
FASE 2 – Presentiamo la nostra divinità
Una volta completata la ricerca, ogni gruppo realizza con Canva una breve presentazione dedicata alla propria divinità.
Qui gli studenti devono iniziare a selezionare le informazioni.
Non serve trasferire nella presentazione tutto ciò che hanno trovato: devono chiedersi quali elementi siano davvero indispensabili per permettere a un pubblico di comprendere quel personaggio.
La presentazione può contenere una copertina, l’identità della divinità, i simboli principali, caratteristiche e personalità, uno o più miti significativi e alcune curiosità.
È già un primo passaggio dalle conoscenze alle competenze: cercare informazioni è relativamente semplice; selezionarle, organizzarle e comunicarle efficacemente richiede un lavoro cognitivo diverso.
FASE 3 – E se questa divinità avesse Instagram?
Ed eccoci alla parte centrale del laboratorio.
Ogni gruppo deve immaginare che la propria divinità viva nel presente e possieda un profilo social.
La domanda da porre agli studenti è:
“Se questa divinità avesse oggi un profilo social, che cosa pubblicherebbe?”
Da questo momento non è più sufficiente conoscere le informazioni studiate: bisogna reinterpretarle.
Gli studenti dovranno decidere quale immagine del profilo scegliere, che tipo di biografia scrivere, quali immagini pubblicare, quali argomenti affrontare e quale stile comunicativo utilizzare.
Ed è proprio qui che l’attività diventa interessante.
Il feed di Atena, per esempio, potrebbe contenere contenuti sulla strategia, immagini legate alla civiltà greca, citazioni sulla saggezza, libri, ulivi o riflessioni sull’intelligenza.
Artemide potrebbe invece pubblicare fotografie di boschi, animali, paesaggi naturali e contenuti dedicati alla libertà e all’indipendenza.
Afrodite potrebbe costruire una comunicazione legata alla bellezza e all’amore, mentre Poseidone potrebbe avere un feed dominato dal mare, dalle tempeste e dal mondo acquatico.
Non esiste necessariamente un’unica soluzione corretta. Esiste però una condizione fondamentale: ogni scelta deve poter essere spiegata attraverso ciò che sappiamo della divinità.
FASE 4 – Utilizziamo l’Intelligenza Artificiale
A questo punto entra in gioco l’Intelligenza Artificiale di Canva.
Gli studenti possono utilizzarla per creare alcune delle immagini necessarie alla costruzione del feed.
Ma attenzione: l’IA non deve decidere al posto loro.
Prima di generare un’immagine devono stabilire che cosa vogliono ottenere e perché quell’immagine sia coerente con il personaggio.
Possono quindi imparare a costruire un prompt indicando soggetto, ambientazione, stile, colori, atmosfera e formato.
Per esempio:
“Crea l’immagine di una dea greca ispirata ad Atena all’interno di una biblioteca antica, circondata da libri, pergamene e rami d’ulivo. Atmosfera elegante e autorevole, colori bianco, oro e verde oliva, fotografia editoriale per un post social.”
Una volta ottenuto il risultato, gli studenti devono valutarlo: è davvero coerente con il personaggio? Contiene errori? Comunica ciò che volevamo? Deve essere modificato?
L’Intelligenza Artificiale diventa così uno strumento da governare, non una scorciatoia per evitare il lavoro.
FASE 5 – Costruiamo il feed social
È il momento di assemblare il profilo.
Gli studenti possono creare in Canva una schermata ispirata a un social network contenente, ad esempio, nome del profilo, username, immagine, biografia e una griglia di 6 o 9 post.
Per ogni contenuto possono aggiungere una breve caption.
Qui possiamo divertirci anche con il linguaggio.
Come scriverebbe Zeus? Che tono avrebbe Era? Quali hashtag utilizzerebbe Ermes? Atena pubblicherebbe lo stesso tipo di contenuti di Ares?
Anche elementi apparentemente semplici diventano occasioni per verificare la comprensione del personaggio.
L’obiettivo, infatti, non è creare il profilo social più realistico possibile, ma costruire una sorta di identità digitale della divinità attraverso le conoscenze acquisite.
FASE 6 – Presentazione alla classe
Ogni gruppo presenta il proprio lavoro ai compagni.
Ma c’è una regola: non basta mostrare il risultato.
Gli studenti devono spiegare le proprie scelte.
Perché avete utilizzato questi colori? Perché avete scelto proprio queste immagini? Perché la biografia è stata scritta in questo modo? Quale caratteristica della divinità rappresenta questo post?
Possiamo anche trasformare la restituzione finale in un piccolo gioco: mostrare inizialmente soltanto alcuni post e chiedere alla classe di indovinare quale divinità si nasconde dietro quel profilo.
Se i compagni riescono a riconoscerla attraverso i contenuti pubblicati, probabilmente il gruppo è riuscito a costruire un’identità coerente.
FASE 7 – Dalla mitologia all’orientamento
L’attività può diventare anche un piccolo percorso di orientamento.
Alla fine del laboratorio gli studenti compilano una scheda metariflessiva nella quale non riflettono soltanto sul prodotto realizzato, ma soprattutto sul proprio modo di lavorare.
Possiamo chiedere:
Quale ruolo hai assunto spontaneamente nel gruppo?
Preferisci cercare informazioni, scrivere, progettare graficamente, parlare davanti agli altri oppure organizzare il lavoro?
Quale fase ti è riuscita meglio?
Quale attività hai trovato più difficile?
Quale competenza pensi di aver utilizzato maggiormente?
In quale ruolo ti sei sentito più a tuo agio?
Possiamo infine collegare alcune delle attività svolte a professioni reali: social media manager, graphic designer, copywriter, content creator, ricercatore, esperto di comunicazione, project manager.
In questo modo un laboratorio nato durante una lezione di Epica diventa anche un’occasione per aiutare gli studenti a riconoscere interessi, capacità e attitudini personali.
Come valutare l’attività
La valutazione non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sull’estetica del prodotto finale.
Un feed bellissimo ma poco coerente con la divinità non dimostra necessariamente una buona comprensione dei contenuti.
Valuterei soprattutto correttezza delle conoscenze mitologiche, coerenza tra caratteristiche della divinità e contenuti social, capacità di rielaborazione, qualità della comunicazione, uso consapevole degli strumenti digitali, collaborazione e capacità di motivare le proprie scelte.
È proprio quest’ultimo elemento a fare la differenza: lo studente non deve soltanto dire “ho fatto questo”, ma arrivare a spiegare “ho fatto questo perché…”.
Perché proporre “Se gli Dei avessero i social”?
Perché permette di partire da un contenuto disciplinare tradizionale e portarlo dentro un linguaggio che gli studenti conoscono, senza impoverire il contenuto.
Anzi, per costruire un buon profilo social di Atena bisogna aver capito davvero Atena.
Gli studenti ricercano, selezionano informazioni, scrivono, progettano, collaborano, utilizzano strumenti digitali e Intelligenza Artificiale, comunicano e infine riflettono sul proprio lavoro.
La tecnologia, quindi, non rappresenta il fine dell’attività.
È semplicemente il mezzo attraverso cui chiediamo agli studenti di fare qualcosa di molto più importante:
trasformare ciò che hanno imparato in qualcosa che sanno utilizzare.
Ed è proprio qui che, forse, educare diventa davvero un potere divino.



