Se gli Dei avessero i social: un laboratorio di Epica tra mitologia, Canva e Intelligenza Artificiale

Come possiamo trasformare lo studio delle divinità greche in un’attività capace di coinvolgere gli studenti e, allo stesso tempo, farli lavorare su conoscenze, competenze digitali, creatività e orientamento?

Da questa domanda nasce “Se gli Dei avessero i social”, un laboratorio nel quale gli studenti non si limitano a studiare una divinità greca: devono comprenderne profondamente caratteristiche, simboli, valori e personalità per trasformarla in un vero e proprio profilo social coerente.

L’obiettivo non è semplicemente realizzare qualcosa di bello con Canva. La vera sfida è molto più interessante: usare ciò che si è imparato per compiere delle scelte e saperle motivare.

A chi è rivolto

L’attività è pensata principalmente per la scuola secondaria di primo grado e può essere proposta durante lo studio dell’Epica e della mitologia greca.

Può essere realizzata individualmente, ma consiglio il lavoro a piccoli gruppi, perché permette di aggiungere una componente importante di collaborazione, confronto e divisione dei compiti.

La durata può essere modulata in base alle esigenze della classe, ma per svolgere l’intero percorso in maniera completa sono consigliabili 4-6 ore, eventualmente distribuite in più lezioni.


FASE 1 – Conosciamo gli Dei

Prima di aprire Canva o utilizzare qualsiasi strumento di Intelligenza Artificiale, gli studenti devono conoscere bene il personaggio sul quale lavoreranno.

Si parte quindi dall’identikit delle divinità greche.

L’insegnante può selezionare, ad esempio, dieci divinità:

Zeus, Era, Atena, Afrodite, Artemide, Apollo, Ares, Poseidone, Ermes e Demetra.

Ogni gruppo riceve una divinità e deve ricostruirne l’identità attraverso una scheda.

L’identikit può comprendere:

  • nome greco e corrispondente nome romano;

  • ruolo e ambito di cui è divinità;

  • principali caratteristiche caratteriali;

  • qualità e difetti;

  • simboli e oggetti associati;

  • animali o elementi naturali collegati;

  • principali miti nei quali compare;

  • rapporti con le altre divinità;

  • valori che rappresenta;

  • eventuali episodi particolarmente significativi.

Questa fase è fondamentale perché tutto ciò che verrà prodotto successivamente dovrà essere coerente con le informazioni raccolte.

Non basta quindi sapere che Atena è la dea della sapienza: bisogna capire perché viene associata alla strategia, quali sono i suoi simboli, come si comporta nei miti e quali valori potrebbero caratterizzarla.


FASE 2 – Presentiamo la nostra divinità

Una volta completata la ricerca, ogni gruppo realizza con Canva una breve presentazione dedicata alla propria divinità.

Qui gli studenti devono iniziare a selezionare le informazioni.

Non serve trasferire nella presentazione tutto ciò che hanno trovato: devono chiedersi quali elementi siano davvero indispensabili per permettere a un pubblico di comprendere quel personaggio.

La presentazione può contenere una copertina, l’identità della divinità, i simboli principali, caratteristiche e personalità, uno o più miti significativi e alcune curiosità.

È già un primo passaggio dalle conoscenze alle competenze: cercare informazioni è relativamente semplice; selezionarle, organizzarle e comunicarle efficacemente richiede un lavoro cognitivo diverso.


FASE 3 – E se questa divinità avesse Instagram?

Ed eccoci alla parte centrale del laboratorio.

Ogni gruppo deve immaginare che la propria divinità viva nel presente e possieda un profilo social.

La domanda da porre agli studenti è:

“Se questa divinità avesse oggi un profilo social, che cosa pubblicherebbe?”

Da questo momento non è più sufficiente conoscere le informazioni studiate: bisogna reinterpretarle.

Gli studenti dovranno decidere quale immagine del profilo scegliere, che tipo di biografia scrivere, quali immagini pubblicare, quali argomenti affrontare e quale stile comunicativo utilizzare.

Ed è proprio qui che l’attività diventa interessante.

Il feed di Atena, per esempio, potrebbe contenere contenuti sulla strategia, immagini legate alla civiltà greca, citazioni sulla saggezza, libri, ulivi o riflessioni sull’intelligenza.

Artemide potrebbe invece pubblicare fotografie di boschi, animali, paesaggi naturali e contenuti dedicati alla libertà e all’indipendenza.

Afrodite potrebbe costruire una comunicazione legata alla bellezza e all’amore, mentre Poseidone potrebbe avere un feed dominato dal mare, dalle tempeste e dal mondo acquatico.

Non esiste necessariamente un’unica soluzione corretta. Esiste però una condizione fondamentale: ogni scelta deve poter essere spiegata attraverso ciò che sappiamo della divinità.


FASE 4 – Utilizziamo l’Intelligenza Artificiale

A questo punto entra in gioco l’Intelligenza Artificiale di Canva.

Gli studenti possono utilizzarla per creare alcune delle immagini necessarie alla costruzione del feed.

Ma attenzione: l’IA non deve decidere al posto loro.

Prima di generare un’immagine devono stabilire che cosa vogliono ottenere e perché quell’immagine sia coerente con il personaggio.

Possono quindi imparare a costruire un prompt indicando soggetto, ambientazione, stile, colori, atmosfera e formato.

Per esempio:

“Crea l’immagine di una dea greca ispirata ad Atena all’interno di una biblioteca antica, circondata da libri, pergamene e rami d’ulivo. Atmosfera elegante e autorevole, colori bianco, oro e verde oliva, fotografia editoriale per un post social.”

Una volta ottenuto il risultato, gli studenti devono valutarlo: è davvero coerente con il personaggio? Contiene errori? Comunica ciò che volevamo? Deve essere modificato?

L’Intelligenza Artificiale diventa così uno strumento da governare, non una scorciatoia per evitare il lavoro.


FASE 5 – Costruiamo il feed social

È il momento di assemblare il profilo.

Gli studenti possono creare in Canva una schermata ispirata a un social network contenente, ad esempio, nome del profilo, username, immagine, biografia e una griglia di 6 o 9 post.

Per ogni contenuto possono aggiungere una breve caption.

Qui possiamo divertirci anche con il linguaggio.

Come scriverebbe Zeus? Che tono avrebbe Era? Quali hashtag utilizzerebbe Ermes? Atena pubblicherebbe lo stesso tipo di contenuti di Ares?

Anche elementi apparentemente semplici diventano occasioni per verificare la comprensione del personaggio.

L’obiettivo, infatti, non è creare il profilo social più realistico possibile, ma costruire una sorta di identità digitale della divinità attraverso le conoscenze acquisite.


FASE 6 – Presentazione alla classe

Ogni gruppo presenta il proprio lavoro ai compagni.

Ma c’è una regola: non basta mostrare il risultato.

Gli studenti devono spiegare le proprie scelte.

Perché avete utilizzato questi colori? Perché avete scelto proprio queste immagini? Perché la biografia è stata scritta in questo modo? Quale caratteristica della divinità rappresenta questo post?

Possiamo anche trasformare la restituzione finale in un piccolo gioco: mostrare inizialmente soltanto alcuni post e chiedere alla classe di indovinare quale divinità si nasconde dietro quel profilo.

Se i compagni riescono a riconoscerla attraverso i contenuti pubblicati, probabilmente il gruppo è riuscito a costruire un’identità coerente.


FASE 7 – Dalla mitologia all’orientamento

L’attività può diventare anche un piccolo percorso di orientamento.

Alla fine del laboratorio gli studenti compilano una scheda metariflessiva nella quale non riflettono soltanto sul prodotto realizzato, ma soprattutto sul proprio modo di lavorare.

Possiamo chiedere:

Quale ruolo hai assunto spontaneamente nel gruppo?
Preferisci cercare informazioni, scrivere, progettare graficamente, parlare davanti agli altri oppure organizzare il lavoro?

Quale fase ti è riuscita meglio?

Quale attività hai trovato più difficile?

Quale competenza pensi di aver utilizzato maggiormente?

In quale ruolo ti sei sentito più a tuo agio?

Possiamo infine collegare alcune delle attività svolte a professioni reali: social media manager, graphic designer, copywriter, content creator, ricercatore, esperto di comunicazione, project manager.

In questo modo un laboratorio nato durante una lezione di Epica diventa anche un’occasione per aiutare gli studenti a riconoscere interessi, capacità e attitudini personali.


Come valutare l’attività

La valutazione non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sull’estetica del prodotto finale.

Un feed bellissimo ma poco coerente con la divinità non dimostra necessariamente una buona comprensione dei contenuti.

Valuterei soprattutto correttezza delle conoscenze mitologiche, coerenza tra caratteristiche della divinità e contenuti social, capacità di rielaborazione, qualità della comunicazione, uso consapevole degli strumenti digitali, collaborazione e capacità di motivare le proprie scelte.

È proprio quest’ultimo elemento a fare la differenza: lo studente non deve soltanto dire “ho fatto questo”, ma arrivare a spiegare “ho fatto questo perché…”.


Perché proporre “Se gli Dei avessero i social”?

Perché permette di partire da un contenuto disciplinare tradizionale e portarlo dentro un linguaggio che gli studenti conoscono, senza impoverire il contenuto.

Anzi, per costruire un buon profilo social di Atena bisogna aver capito davvero Atena.

Gli studenti ricercano, selezionano informazioni, scrivono, progettano, collaborano, utilizzano strumenti digitali e Intelligenza Artificiale, comunicano e infine riflettono sul proprio lavoro.

La tecnologia, quindi, non rappresenta il fine dell’attività.

È semplicemente il mezzo attraverso cui chiediamo agli studenti di fare qualcosa di molto più importante:

trasformare ciò che hanno imparato in qualcosa che sanno utilizzare.

Ed è proprio qui che, forse, educare diventa davvero un potere divino.

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Sarabanda TikTok: 15 hit per trasformare la classe in una sfida musicale

Accoglienza, pause attive e didattica possono avere una colonna sonora. E sì, probabilmente i vostri alunni la conoscono molto meglio di voi. 😅

Se state cercando un’attività capace di conquistare la classe in pochi secondi, Sarabanda TikTok è pronta a partire.

Ho preparato una sfida musicale ispirata al celebre gioco di riconoscimento delle canzoni, ma in versione decisamente più vicina al mondo dei ragazzi: 15 brani da riconoscere, scelti tra hit italiane, inglesi e spagnole conosciute e amate dai giovanissimi.

L’obiettivo? Ascoltare, riconoscere e indovinare titolo e artista.

Semplice? Aspettate di vedere la faccia della prof quando gli alunni riconosceranno una canzone dopo mezzo secondo. 😂

🎶 Come funziona Sarabanda TikTok?

L’attività è pensata per essere proiettata alla LIM e utilizzata con tutta la classe.

Per ogni round gli studenti ascoltano un breve estratto musicale e devono individuare la combinazione corretta tra le alternative proposte.

15 canzoni. 15 sfide. Una sola domanda: quanto ne sanno davvero di musica?

Si può giocare individualmente, a coppie oppure dividendo la classe in squadre. In quest’ultimo caso preparatevi: improvvisamente ricordare il titolo di una canzone diventerà una questione di vitale importanza. 😎

🕺 Non solo accoglienza: quando utilizzarla?

Ho pensato Sarabanda TikTok come un’attività estremamente versatile.

È perfetta nei primi giorni di scuola per l’accoglienza, perché permette ai ragazzi di divertirsi, confrontarsi e iniziare a conoscersi attraverso qualcosa che fa parte della loro quotidianità.

Ma può diventare anche una fantastica pausa attiva: dieci minuti di musica tra due momenti di lavoro possono aiutare a spezzare il ritmo della lezione e riportare energia e attenzione in classe.

E perché non trasformarla in una vera e propria lezione moderna e coinvolgente?

La musica può diventare il punto di partenza per lavorare sulle lingue straniere, sul lessico, sulla comprensione di un testo, sulle emozioni, sulla comunicazione, sulla cultura musicale contemporanea o persino sull’educazione digitale e sul funzionamento dei trend nei social network.

Insomma: chiamatela pure Sarabanda. Ma nessuno ha detto che mentre si gioca non si possa anche imparare. 😉

🌍 Italiano, inglese e spagnolo

Nella selezione ho voluto inserire brani in più lingue, proprio per rendere il gioco più vario e interessante.

Questo permette anche agli insegnanti di inglese e spagnolo di utilizzare l’attività come piccolo warm-up linguistico: dopo aver scoperto la canzone si può chiedere agli studenti di riconoscere alcune parole, comprendere il significato del titolo o provare a spiegare il tema del brano.

Una semplice sfida musicale può così trasformarsi in un’attività interdisciplinare senza perdere la sua caratteristica più importante: divertire.

💡 Tre modi per giocare

Potete utilizzare Sarabanda TikTok:

  • Modalità individuale: ogni alunno segna le proprie risposte e alla fine si proclama il campione musicale della classe.
  • Modalità a squadre: dividete la classe in piccoli gruppi e assegnate un punto per ogni risposta corretta.
  • Modalità pausa attiva: una o due canzoni alla volta durante la giornata, magari accompagnate da qualche secondo in cui alzarsi, ballare o semplicemente staccare dalla lezione.

Io probabilmente sceglierei la terza modalità solo per avere una giustificazione pedagogica quando partirà il balletto. 😂

⚠️ Una piccola nota sul diritto d’autore

Nel materiale non sono incorporati né distribuiti file musicali. I brani restano separati dal materiale didattico e vengono utilizzati attraverso i relativi collegamenti alle piattaforme.

L’art. 15, comma 2, della Legge 633/1941 prevede che non sia considerata pubblica l’esecuzione di un’opera effettuata nella cerchia ordinaria della scuola, purché non avvenga a scopo di lucro.

L’attività è quindi pensata per essere utilizzata dal docente durante la normale attività didattica in classe. Per eventi pubblici, feste o iniziative aperte a persone esterne alla normale cerchia scolastica possono invece applicarsi regole differenti.

🎤 Pronti a giocare?

Accendete la LIM, dividete la classe in squadre e preparatevi a scoprire una cosa meravigliosa:

i vostri studenti potrebbero non ricordare cosa avete spiegato cinque minuti fa, ma riconosceranno una hit di TikTok dalle prime tre note.

E a quel punto non resta che dire:

3… 2… 1… SARABANDA TIKTOK! 🎧🔥

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Jurassic School: l’Escape Room matematica sui dinosauri

Problemi di logica, operazioni, un labirinto da risolvere a penna e un enigma geometrico finale: riusciranno i vostri alunni a salvare i dinosauri e fuggire dall’isola prima che sia troppo tardi?

I primi giorni di scuola sono il momento perfetto per ripartire senza lanciarsi immediatamente tra verifiche, pagine di esercizi e ripassi infiniti.

Volevo un’attività che permettesse ai ragazzi di rimettere in moto il cervello, ripassare matematica quasi senza accorgersene e, soprattutto, iniziare a collaborare.

E poi, diciamocelo: tra una scheda di operazioni e un Velociraptor che ti impedisce di fuggire da un’isola vulcanica, io qualche idea su quale delle due possa vincere ce l’ho. 😂

Nasce così JURASSIC SCHOOL – L’Escape Room matematica dei dinosauri, pensata principalmente per classe quinta della scuola primaria e classe prima della scuola secondaria di primo grado.

L’attività combina una parte digitale realizzata con Genially e una prova cartacea da risolvere fisicamente in squadra.

👉 TROVI QUI IL LINK PER GIOCARE


🌋 La missione: salvare i dinosauri e fuggire dall’isola

Qualcosa sull’isola è andato decisamente storto.

I dinosauri sono in pericolo, il sistema di sicurezza è bloccato e il vulcano minaccia di esplodere.

Per riuscire a fuggire, i ragazzi dovranno attraversare cinque stanze, ognuna protetta da una password.

Non potranno semplicemente indovinarla.

Dovranno ragionare, calcolare, confrontarsi, collaborare e risolvere una prova per ottenere il codice che permetterà loro di accedere alla stanza successiva.

La missione?

Arrivare alla porta finale, salvare i dinosauri e scappare dall’isola! 🦖🌋


🎯 A chi è rivolta?

Ho pensato questa escape room soprattutto per:

quinta primaria e prima secondaria di primo grado.

Può essere utilizzata nei primi giorni di scuola, come attività di accoglienza matematica, come ripasso, come attività di consolidamento oppure semplicemente per proporre una lezione diversa dal solito.

La durata prevista è di circa 45-60 minuti, anche se dipenderà molto da come organizzerete le squadre e da quanto vorrete lasciare che siano i ragazzi a trovare autonomamente le soluzioni.

Il mio consiglio è di creare piccoli gruppi da 3-5 alunni.


🧠 Non è una gara di calcolo

Una delle cose a cui tenevo maggiormente era evitare di creare la classica scheda di matematica con una grafica carina sopra.

Qui il calcolo è solo uno degli strumenti necessari per procedere.

Durante l’avventura i ragazzi dovranno utilizzare competenze diverse:

  • problem solving e ragionamento logico;
  • calcolo e controllo dei risultati;
  • comprensione del testo matematico;
  • orientamento spaziale;
  • geometria;
  • capacità di formulare ipotesi;
  • collaborazione e confronto;
  • gestione dell’errore;
  • attenzione e perseveranza.

E sì: possono utilizzare la calcolatrice.

In alcune prove non mi interessa scoprire chi esegue più velocemente un’operazione in colonna. Mi interessa vedere se riescono a capire che cosa devono fare con quel risultato.

Ed è proprio qui che comincia il gioco.


🥚 STANZA 1 – L’incubatrice del T-Rex

Il primo allarme arriva dal laboratorio.

Ci sono 5 incubatrici, ognuna contenente 4 uova.

Ogni uovo impiega 6 minuti a schiudersi, ma tutte le uova contenute nella stessa incubatrice si schiudono contemporaneamente.

Le incubatrici vengono attivate una dopo l’altra, a distanza di due minuti:

10:00 – 10:02 – 10:04 – 10:06 – 10:08

La domanda è apparentemente semplice:

A che ora si schiuderà l’ultimo uovo?

Il piccolo tranello sta proprio nel numero delle uova: non bisogna moltiplicare il tempo di schiusa per il numero totale di uova.

L’ultima incubatrice viene attivata alle 10:08 e impiega sei minuti.

🔐 Soluzione/password: 1014

Inserendo il codice corretto, la squadra può accedere alla seconda stanza.


🌿 STANZA 2 – La dispensa del Brachiosauro

Abbiamo un altro problema.

E questa volta il problema è… un Brachiosauro molto affamato. 😅

Il primo giorno mangia 2 kg di foglie e ogni giorno mangia il doppio rispetto al giorno precedente.

Nel laboratorio sono disponibili soltanto 100 kg di foglie.

I ragazzi devono scoprire dopo quanti giorni il Brachiosauro avrà mangiato complessivamente più di 100 kg.

La sequenza diventa:

2 → 4 → 8 → 16 → 32 → 64

Ma attenzione: non basta osservare la quantità mangiata ogni giorno. Bisogna calcolare progressivamente quanto ha mangiato in totale.

Dopo cinque giorni:

2 + 4 + 8 + 16 + 32 = 62 kg

Con il sesto giorno:

62 + 64 = 126 kg

🔐 Soluzione/password: 126

Il Brachiosauro è sazio.

Più o meno. 🦕😂


🦖 STANZA 3 – Il codice del Velociraptor

È arrivato il momento di tirare fuori la calcolatrice.

Il Velociraptor ha bloccato il sistema con 20 operazioni.

I ragazzi dovranno risolverle tutte e annotare correttamente i risultati.

Ma risolvere le operazioni non basta per ottenere la password.

Alla fine compare infatti un nuovo messaggio:

Il Velociraptor non vuole tutti i risultati.
Cerca soltanto quelli che finiscono con ZERO.
Quanti ne hai trovati?

Questa piccola modifica trasforma una normale batteria di calcoli in una prova di attenzione: bisogna prima ottenere risultati corretti e poi capire quali utilizzare.

I risultati che terminano con zero sono 8.

E, poiché il sistema richiede due cifre…

🔐 Soluzione/password: 08

Il Velociraptor ci lascia passare.

Non chiediamoci perché. Approfittiamone. 😂


🌋 STANZA 4 – La via di fuga

Ed è qui che l’escape room esce dallo schermo.

Il vulcano si è risvegliato e sta per esplodere.

È il momento di abbandonare per qualche minuto il computer e prendere la penna! ✏️🌋

Ogni squadra dovrà scaricare e stampare il labirinto della via di fuga.

👉 [SCARICA QUI IL LABIRINTO DA STAMPARE]

I bambini dovranno tracciare a penna il percorso corretto, dall’ingresso fino all’uscita, evitando vicoli ciechi e strade senza scampo.

Ma attenzione: trovare l’uscita sul foglio non basta.

Una volta completato, il labirinto dovrà essere consegnato alla maestra.

Solo le squadre che avranno individuato correttamente la via di fuga riceveranno la password necessaria per proseguire nell’escape room, chiamare il numero di emergenza, salvare i dinosauri e tentare di scappare dall’isola! 🚨🦖

In questa prova entrano in gioco soprattutto orientamento spaziale, capacità di pianificazione, attenzione, perseveranza e collaborazione.

Non serve essere la squadra più veloce.

Serve trovare davvero la strada giusta.

🔐 Password che l’insegnante consegnerà dopo aver controllato il maze: PORTA

E ora possiamo raggiungerla.

La porta finale. 🚪


🚪 STANZA 5 – L’ultimo enigma

La squadra arriva finalmente davanti alla porta blindata.

Sembra fatta.

Naturalmente non è fatta. 😂

Sul pavimento compare l’enorme impronta di un Triceratopo e sul monitor appare l’ultimo enigma:

ULTIMO ENIGMA

Sono una figura geometrica.

Ho 4 lati.

I miei lati sono tutti uguali.

Ho 4 angoli retti.

Un mio lato misura 7 metri.

Il Triceratopo ha percorso tutto il mio contorno.

Quanti metri ha camminato?

I ragazzi devono innanzitutto riconoscere la figura: un quadrato.

Poi devono calcolarne il perimetro:

7 × 4 = 28 metri

Ma c’è un ultimo piccolo colpo di scena.

Per aprire la porta non serve inserire 28.

Bisogna capire che cosa abbiamo appena calcolato.

🔐 Password finale: PERIMETRO

La porta si apre.

DINOSAURI SALVI. ISOLA EVACUATA. MISSIONE COMPIUTA. 🦖🎉

E possiamo ufficialmente iniziare l’anno scolastico.


🎓 Quali sono le finalità didattiche?

Dietro dinosauri, password e vulcani c’è naturalmente un obiettivo didattico ben preciso.

Jurassic School permette di osservare e allenare diverse competenze matematiche senza presentarle agli alunni come una verifica iniziale.

Dal punto di vista disciplinare lavoriamo su calcolo, successioni, gestione delle quantità, problem solving, comprensione del testo matematico, orientamento spaziale e perimetro.

Ma trovo ancora più interessante quello che accade all’interno dei gruppi.

Un bambino individua un dettaglio che gli altri non avevano notato. Un altro esegue il calcolo. Qualcuno controlla. Qualcun altro propone una strategia.

E improvvisamente la matematica diventa qualcosa che si discute.

Per questo l’attività può essere particolarmente interessante nei primi giorni di scuola: permette all’insegnante di osservare non soltanto ciò che gli alunni ricordano, ma come ragionano, come affrontano un errore, come comunicano e come collaborano.


💡 Come organizzerei l’escape room in classe

Dividerei la classe in squadre da 3-5 componenti e assegnerei a ogni gruppo un dispositivo per accedere a Genially.

Preparerei prima della lezione le copie del maze della Stanza 4, ma eviterei di distribuirle subito: devono arrivarci durante la storia.

Lascerei inoltre una calcolatrice a disposizione di ogni squadra.

E soprattutto eviterei di fornire immediatamente suggerimenti.

Un po’ di:

“Maestra, non funziona!”

fa parte dell’esperienza. 😇

Prima di intervenire chiederei:

“Siete sicuri che il problema sia il calcolo?”

Perché in diverse stanze il vero ostacolo non è fare un’operazione, ma capire che cosa sta chiedendo l’enigma.


🔑 Soluzioni dell’Escape Room – SOLO PER DOCENTI

Salvate questa parte lontano da piccoli paleontologi particolarmente intraprendenti. 😂

StanzaProvaPassword
🥚 1Incubatrice del T-Rex1014
🌿 2Dispensa del Brachiosauro126
🦖 3Codice del Velociraptor08
🌋 4Labirinto – Via di fugaPORTA
🚪 5Enigma geometricoPERIMETRO

🦕 Pronti a entrare in Jurassic School?

Per svolgere l’attività servono quindi due materiali.

👉 ESCAPE ROOM LINK

👉 SCHEDA LABIRINTO DA STAMPARE

Potete utilizzarla per l’accoglienza, per un ripasso di matematica o semplicemente quando avete voglia di trasformare un’ora di lezione in qualcosa che i ragazzi possano ricordare.

Se la provate con la vostra classe, taggatemi su @teachintouch: voglio assolutamente sapere se i vostri dinosauri riusciranno a salvarsi. 💛🦖

Un pezzo di noi: il poster collaborativo per l’accoglienza che trasforma la classe in un capolavoro

Primo giorno di scuola.

C’è chi propone il gomitolo delle presentazioni.
Chi prepara il cartellone delle aspettative.
Chi chiede: «Racconta tre cose di te».

E poi c’è sempre lui: l’alunno che alla seconda domanda ha già lo sguardo di chi sta rivalutando seriamente l’istruzione parentale.

Quest’anno possiamo provare qualcosa di diverso.

Un’attività di accoglienza artistica, cooperativa e inclusiva nella quale non è necessario raccontarsi davanti a tutti, non bisogna trovare tre aggettivi che iniziano con la propria iniziale e, soprattutto, nessuno deve dichiarare che il suo hobby preferito è “uscire con gli amici”.

Si chiama UN PEZZO DI NOI.

Da soli un frammento. Insieme un capolavoro.

L’idea è semplicissima: ogni alunno riceve un piccolo pezzo di un’opera d’arte famosa, lo colora e lo personalizza. Solo alla fine tutti i frammenti vengono uniti e la classe scopre di aver realizzato insieme un grande poster.

Ma il vero lavoro comincia proprio quando finiscono di colorare.

Perché quel poster diventa una metafora della classe.


Un’attività di accoglienza che parte dall’arte

Per realizzare Un pezzo di noi ho scelto tre capolavori:

  • La notte stellata di Vincent van Gogh;

  • Il bacio di Gustav Klimt;

  • La grande onda di Kanagawa di Katsushika Hokusai.

Tre opere diversissime, ma perfette per essere trasformate in grandi poster collaborativi da colorare.

Il quadro viene suddiviso in tanti frammenti.

Ogni studente riceve esclusivamente il proprio.

E qui arriva la parte importante:

non mostriamo l’opera completa.

Niente spoiler.

Per una volta possiamo lasciare che siano loro a chiedere:

«Prof, ma cosa stiamo facendo?»

E noi possiamo finalmente pronunciare una delle frasi più soddisfacenti della carriera scolastica:

«Lo scoprirete alla fine.»


Come realizzare il poster collaborativo

Ogni alunno riceve un frammento dell’opera stampato in bianco e nero.

La consegna può essere molto semplice:

“Questo è il tuo pezzo. Rendilo speciale.”

Pennarelli, pastelli, matite, tempere: possiamo scegliere una tecnica comune oppure lasciare maggiore libertà.

L’obiettivo non è ottenere venticinque pezzi perfettamente identici.

Anzi.

Ognuno può interpretare il proprio frammento attraverso colori, sfumature, pattern e piccoli dettagli personali.

Perché se vogliamo parlare di unicità e poi pretendiamo che il blu sia esattamente quel blu… forse abbiamo sbagliato attività.

Quando tutti hanno terminato, i frammenti vengono raccolti e comincia la seconda fase.


E adesso… uniamo i pezzi

Uno alla volta, i fogli vengono posizionati nella loro posizione.

All’inizio?

Il caos.

Un pezzo blu qui.
Una linea nera là.
Una macchia gialla che apparentemente non porta da nessuna parte.

Poi qualcosa comincia a comparire.

Una forma.

Un dettaglio.

Un colore che continua nel foglio del compagno.

Fino al momento in cui tutti fanno qualche passo indietro e finalmente vedono l’opera completa.

Ed è proprio lì che il semplice laboratorio artistico diventa un’attività di educazione alla cooperazione e alla costruzione del gruppo classe.


Il tuo pezzo conta

Una volta completato il poster, possiamo chiedere agli studenti di osservare il risultato.

Poi partiamo da alcune domande:

Il tuo frammento aveva senso quando era da solo?

Avresti potuto realizzare l’intera opera senza gli altri?

C’era un pezzo più importante di tutti gli altri?

Cosa sarebbe successo se qualcuno avesse deciso di non fare la propria parte?

E se i frammenti sono tutti diversi, perché una volta uniti funzionano?

Ed eccoci arrivati al cuore dell’attività.

Il quadro funziona esattamente come dovrebbe funzionare una classe.

Non abbiamo bisogno di essere tutti uguali.

Non dobbiamo avere le stesse capacità, gli stessi interessi, lo stesso carattere o lo stesso modo di vedere le cose.

Ma abbiamo bisogno gli uni degli altri.

Il mio contributo può sembrarmi piccolo.

Quello del compagno può essere completamente diverso dal mio.

Eppure entrambi servono perché il risultato sia completo.

Forse da solo non riuscivi nemmeno a capire a cosa servisse il tuo pezzo. Ma senza di te, il nostro capolavoro sarebbe rimasto incompleto.


Dall’opera d’arte al gruppo classe

Dopo la discussione collettiva possiamo passare alla scheda di riflessione individuale.

Gli studenti sono invitati a ripensare all’esperienza attraverso alcune tappe:

IL MIO FRAMMENTO
Cosa ho pensato quando l’ho ricevuto? Cosa ho provato?

CREATIVITÀ IN AZIONE
Come ho deciso di interpretare il mio pezzo? Quali scelte ho fatto?

INSIEME PRENDE FORMA
Cosa ho provato quando tutti i frammenti sono stati uniti?

IL NOSTRO GRUPPO
Cosa mi ha insegnato questa esperienza sul lavoro di squadra?

E infine arriviamo alle parole che contano.

Collaborazione.
Rispetto.
Ascolto.
Fiducia.
Creatività.
Impegno.
Unicità.
Appartenenza.
Empatia.
Responsabilità.
Amicizia.

Ogni alunno ne sceglie tre che, secondo lui, dovrebbero rappresentare la nuova classe.

Possiamo poi raccogliere le parole più votate e trasformarle in una sorta di manifesto della classe.

Non un regolamento calato dall’alto.

Qualcosa che hanno costruito loro.

Esattamente come il quadro.


Una domanda per guardare al nuovo anno scolastico

Prima di concludere, chiediamo a ciascuno:

“Quale impegno voglio portare con me in questo nuovo anno scolastico?”

Non serve promettere di prendere dieci in matematica, arrivare sempre sorridenti alle 8:00 o non dimenticare mai il materiale.

Manteniamoci su obiettivi compatibili con la specie umana.

Può essere:

ascoltare di più,
avere il coraggio di chiedere aiuto,
aiutare un compagno,
partecipare,
non avere paura di sbagliare,
rispettare le idee degli altri.

Piccoli impegni individuali.

Tanti piccoli pezzi.


E il poster? Naturalmente rimane in classe

Terminata l’attività, il poster collaborativo può diventare una decorazione permanente dell’aula.

E questa parte mi piace particolarmente.

Perché non abbiamo semplicemente comprato qualcosa da appendere alla parete.

Quell’opera racconta il primo lavoro realizzato insieme dalla classe.

Ogni volta che qualcuno la guarderà potrà riconoscere il proprio frammento.

Quello l’ho fatto io.

Sì.

Ma il punto è proprio questo:

quello l’hai fatto tu. Il capolavoro, invece, l’avete fatto insieme.


Cosa trovi nell’attività “Un pezzo di noi”

Ho preparato il materiale per poter proporre l’attività direttamente in classe, con tre diversi capolavori da trasformare in poster collaborativi:

🌌 La notte stellata – Vincent van Gogh – SCARICA QUI
💛 Il bacio – Gustav Klimt – SCARICA QUI
🌊 La grande onda di Kanagawa – Katsushika Hokusai – SCARICA QUI

L’attività comprende anche la riflessione guidata sul lavoro di gruppo, sulle emozioni vissute durante il laboratorio e sulle parole chiave che vogliamo portare nella nuova classe.

SCARICA QUI LA SCHEDA DI RIFLESSIONE

Può essere utilizzata nella scuola primaria e nella scuola secondaria di primo grado, adattando semplicemente la profondità della discussione finale.


Da soli un frammento. Insieme un capolavoro.

Forse è proprio questo il messaggio con cui vale la pena cominciare un nuovo anno scolastico.

Non dobbiamo chiedere ai ragazzi di diventare tutti uguali per costruire una bella classe.

Possiamo chiedere loro di portare il proprio pezzo.

Con i propri colori.

Con le proprie imperfezioni.

Con le proprie idee.

E imparare, piano piano, a metterlo accanto a quello degli altri.

Perché alla fine:

IL TUO PEZZO CONTA.

E senza quel pezzo, il nostro capolavoro non sarebbe lo stesso.

Stessa classe. Infiniti colori. 💜